Come Scegliere le Keyword Giuste: La Guida Definitiva

Scopri come scegliere le keyword giuste per il tuo sito: ricerca, analisi dell'intento, strumenti e strategie pratiche spiegate da un consulente SEO.

L'errore che fanno (quasi) tutti all'inizio

Quando ho iniziato a fare SEO, facevo un errore classico: mi fissavo sulle keyword con il volume di ricerca più alto. "Scarpe" ha 200.000 ricerche al mese? Perfetto, ottimizziamo per "scarpe". Risultato? Zero traffico, zero risultati, tanta frustrazione. Ti suona familiare?

La verità è che scegliere le keyword giuste è probabilmente la fase più importante di qualsiasi strategia SEO, e anche quella dove si commettono più errori. Non basta guardare i numeri: devi capire cosa cerca davvero la gente, perché lo cerca e se tu puoi realisticamente competere per quella keyword. In questa guida ti spiego come faccio io, dopo anni di tentativi, errori e qualche bella soddisfazione.

Prima di tutto: cos'è una keyword (davvero)?

Sembra banale, ma partiamo dalle basi. Una keyword non è necessariamente una singola parola. Può essere una frase intera, una domanda, persino una sequenza di parole che sembra sgrammaticata. "Idraulico Perugia pronto intervento domenica" è una keyword. "Come sturare lavandino senza prodotti chimici" è una keyword. Ogni cosa che una persona digita su Google è, tecnicamente, una keyword.

La distinzione fondamentale che devi capire subito è tra keyword a coda corta (short-tail) e keyword a coda lunga (long-tail).

Short-tail vs Long-tail: la differenza che cambia tutto

Le keyword short-tail sono generiche e corte: "SEO", "pizza", "hotel Roma". Hanno volumi di ricerca enormi ma anche una concorrenza spietata e, soprattutto, un intento di ricerca vago. Chi cerca "pizza" vuole una ricetta? Una pizzeria vicina? La storia della pizza? Non lo sai.

Le keyword long-tail sono più specifiche e lunghe: "consulente SEO per e-commerce a Perugia", "pizza senza glutine con consegna a domicilio Terni". Hanno volumi più bassi ma la concorrenza è molto minore e, cosa fondamentale, l'intento è chiarissimo. Chi cerca "consulente SEO per e-commerce a Perugia" sa esattamente cosa vuole e probabilmente è pronto a contattarti.

Il mio consiglio, soprattutto se hai un sito giovane o un business locale? Punta sulle long-tail. Sempre. I risultati arrivano prima, il traffico è più qualificato e la soddisfazione è maggiore.

L'intento di ricerca: il concetto più importante in assoluto

Se c'è una cosa che ho imparato negli anni è che l'intento di ricerca conta più della keyword stessa. Google è diventato bravissimo a capire cosa vuole l'utente, e se il tuo contenuto non risponde a quell'intento, non ti posizionerà mai, punto.

Gli intenti di ricerca si dividono in quattro categorie principali:

  1. Informazionale: l'utente vuole sapere qualcosa. "Come funziona la SEO", "cosa sono i backlink". Qui servono articoli, guide, tutorial.
  2. Navigazionale: l'utente cerca un sito specifico. "Facebook login", "Amazon Italia". Difficile (e inutile) competere su queste.
  3. Commerciale: l'utente sta valutando un acquisto. "Migliori consulenti SEO Perugia", "Semrush vs Ahrefs". Qui servono confronti, recensioni, liste.
  4. Transazionale: l'utente vuole fare qualcosa. "Preventivo SEO", "comprare dominio .it". Qui servono pagine di vendita, landing page.

Come capisco l'intento di una keyword? Semplice: la cerco su Google e guardo i primi risultati. Se i primi 10 risultati sono tutti articoli informativi, significa che Google interpreta quella keyword come informazionale. Se sono tutte pagine prodotto, è transazionale. Non provare ad andare controcorrente: se tutti i risultati sono guide e tu ci metti una pagina di vendita, non funzionerà.

Il processo di ricerca keyword: come lo faccio io

Dopo anni di pratica, ho sviluppato un processo che funziona. Te lo condivido passo per passo.

Passo 1: Il brainstorming iniziale

Prendo un foglio (sì, un foglio vero, di carta) e scrivo tutto quello che mi viene in mente riguardo al business del cliente. Se lavoro con un dentista a Perugia, scrivo: dentista Perugia, sbiancamento denti, impianti dentali, pulizia denti costo, ortodonzia invisibile, eccetera. Non filtro nulla in questa fase, butto giù tutto.

Passo 2: Gli strumenti di ricerca

Ecco gli strumenti che uso, divisi tra gratuiti e a pagamento:

  • Google Suggest (gratuito): inizia a digitare una keyword su Google e guarda i suggerimenti. Oro puro, perché sono ricerche reali fatte da persone reali.
  • Google "Ricerche correlate" (gratuito): in fondo alla pagina dei risultati trovi keyword correlate. Utilissime per ampliare il raggio d'azione.
  • "Le persone hanno chiesto anche" (gratuito): quella sezione con le domande espandibili nei risultati di Google. Ogni domanda è una potenziale keyword informazionale.
  • Ubersuggest (freemium): lo strumento di Neil Patel. La versione gratuita è limitata ma per iniziare va bene. Ti dà volume, difficoltà e idee correlate.
  • Semrush o Ahrefs (a pagamento): questi sono i pesi massimi. Se fai SEO seriamente, prima o poi dovrai investire in uno dei due. Io uso Semrush, ma Ahrefs è altrettanto valido. Ti danno volumi precisi, difficoltà reale, analisi dei competitor e molto altro.
  • Answer The Public (freemium): genera domande e frasi a partire da una keyword seed. Perfetto per trovare keyword informazionali.

Passo 3: Valutare difficoltà vs volume

Qui è dove molti sbagliano. Non basta trovare una keyword con buon volume: devi capire se puoi realisticamente posizionarti. Il concetto si chiama Keyword Difficulty (KD).

Tutti gli strumenti professionali assegnano un punteggio di difficoltà, di solito da 0 a 100. Ma attenzione: quel numero va contestualizzato. Un KD di 40 può essere facile per un sito autorevole e impossibile per un sito appena nato.

La regola che uso io: guardo i primi 10 risultati per quella keyword. Se trovo siti piccoli, forum, articoli datati, significa che c'è spazio per entrare. Se trovo solo Wikipedia, Amazon, grandi testate giornalistiche e portali con migliaia di backlink, lascio perdere e cerco una variante meno competitiva.

Passo 4: Raggruppare per topic cluster

Le keyword non vanno trattate singolarmente. Le raggruppo in cluster tematici: un gruppo di keyword correlate che ruotano attorno a uno stesso argomento. Ogni cluster avrà una pagina pillar (la guida principale) e diverse pagine di supporto che trattano aspetti specifici.

Per esempio, il cluster "SEO locale" potrebbe includere: SEO locale cos'è, come fare SEO locale, Google Business Profile ottimizzazione, recensioni Google strategia, citazioni locali NAP. Tutte queste keyword finiscono in articoli diversi che si linkano tra loro. Questo approccio piace tantissimo a Google.

Esempi pratici per business locali

Ti faccio un esempio concreto, perché la teoria senza pratica serve a poco. Immagina di essere un elettricista a Perugia. Ecco come strutturerei la keyword research:

  • Keyword transazionale principale: "elettricista Perugia" (volume medio, difficoltà media)
  • Keyword transazionali long-tail: "elettricista Perugia pronto intervento", "elettricista Perugia preventivo gratuito", "elettricista zona Fontivegge"
  • Keyword informazionali: "quanto costa rifare impianto elettrico", "come capire se impianto elettrico è a norma", "differenza tra interruttore magnetotermico e differenziale"
  • Keyword commerciali: "miglior elettricista Perugia recensioni", "elettricista economico Perugia"

Le keyword informazionali sono quelle che generano più traffico e ti permettono di dimostrare competenza. Quelle transazionali portano i clienti veri. Servono entrambe, e una buona strategia le integra insieme.

Gli errori da evitare assolutamente

Chiudo con una lista degli errori che vedo commettere più spesso, anche da chi ha un po' di esperienza:

  • Ossessionarsi con il volume: una keyword da 50 ricerche mensili con intento transazionale chiaro vale più di una da 5.000 con intento vago.
  • Ignorare l'intento di ricerca: se Google mostra risultati informativi e tu ci metti una pagina commerciale, perdi tempo.
  • Non analizzare la concorrenza: prima di scrivere, guarda sempre chi c'è già in prima pagina e chiediti se puoi fare meglio.
  • Cannibalizzazione: due pagine diverse ottimizzate per la stessa keyword si fanno concorrenza a vicenda. Un errore più comune di quanto pensi.
  • Fermarsi alla ricerca: la keyword research senza un piano editoriale è solo un esercizio accademico. Ogni keyword deve diventare un contenuto reale.

Domande Frequenti

Quante keyword dovrei targetizzare per ogni pagina?

La regola che seguo io è una keyword principale e 3-5 keyword secondarie (correlate o varianti) per pagina. Non cercare di infilare 20 keyword diverse nello stesso articolo: il risultato sarà un contenuto confuso che non si posiziona per nessuna. Meglio un articolo focalizzato su un topic preciso che risponde in modo approfondito a quell'intento di ricerca.

Esistono strumenti di keyword research completamente gratuiti?

Sì, diversi. Google Suggest, le ricerche correlate di Google e la sezione "Le persone hanno chiesto anche" sono completamente gratuiti e preziosissimi. Google Keyword Planner è gratuito ma richiede un account Google Ads. Ubersuggest offre un numero limitato di ricerche gratuite al giorno. Answer The Public ha una versione free. Per iniziare bastano questi, ma se fai SEO professionalmente, prima o poi un tool a pagamento come Semrush o Ahrefs diventa indispensabile.

Ogni quanto dovrei rifare la keyword research?

La keyword research non è un'attività da fare una volta e dimenticare. Io la rivedo ogni 3-6 mesi per i miei clienti. I volumi di ricerca cambiano con le stagioni, nuove keyword emergono, la concorrenza si evolve. Inoltre, una volta che inizi a posizionarti e ricevi dati da Google Search Console, scoprirai keyword a cui non avevi nemmeno pensato e che possono aprire nuove opportunità.

Come capisco se una keyword è troppo difficile per il mio sito?

Il metodo più affidabile è guardare chi occupa le prime posizioni per quella keyword. Se trovi solo siti con alta autorità di dominio (DA 60+), migliaia di backlink e contenuti molto approfonditi, probabilmente è troppo competitiva per un sito giovane. Cerca varianti long-tail della stessa keyword: spesso hanno lo stesso intento ma molta meno concorrenza. Man mano che il tuo sito cresce in autorità, potrai puntare a keyword sempre più competitive.

Le keyword a volume zero hanno senso?

Assolutamente sì, e te lo dico per esperienza diretta. Molte keyword che gli strumenti mostrano con volume zero in realtà hanno un piccolo volume che non viene rilevato, oppure sono keyword emergenti che cresceranno nel tempo. Se hanno un intento di ricerca chiaro e sono rilevanti per il tuo business, scrivici sopra un contenuto. Ho visto articoli scritti per keyword "a volume zero" generare traffico consistente nel giro di pochi mesi.

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