📑 Indice dei Contenuti
- Scrivere Tanto per Scrivere Non Serve a Niente
- La Strategia dei Topic Cluster: Organizzare i Contenuti Come un Professionista
- Come Creare una Pillar Page Efficace
- Il Piano Editoriale: Smettila di Pubblicare a Caso
- Tipi di Contenuto Che Si Posizionano
- Guide Complete ("Guida a...")
- Articoli "Come Fare" (How-To)
- Liste e Confronti
- Domande Specifiche
- Aggiornare i Vecchi Contenuti: L'Arma Segreta
- E-E-A-T: L'Esperienza Conta
- Misurare i Risultati: Non Navigare alla Cieca
- Domande Frequenti
- Quanto deve essere lungo un articolo per posizionarsi bene su Google?
- Posso usare l'intelligenza artificiale per scrivere i miei contenuti SEO?
- Ogni quanto devo pubblicare nuovi contenuti?
- Come trovo le keyword giuste per i miei articoli?
- Vale la pena aggiornare articoli vecchi o è meglio scriverne di nuovi?
Scrivere Tanto per Scrivere Non Serve a Niente
Scrivere tanto per scrivere non serve a niente. Lo dico per esperienza diretta. Ho visto aziende produrre 50 articoli in tre mesi senza ottenere un singolo posizionamento decente. E ho visto piccole attività con 8 articoli ben fatti dominare la prima pagina per le keyword che contano nel loro settore.
La differenza non è nella quantità. È nella strategia. O meglio, nella sua assenza.
Quando parlo di content marketing applicato alla SEO, non parlo di "fare il blog perché tutti dicono che bisogna avere un blog". Parlo di creare contenuti con un obiettivo preciso, per un pubblico preciso, rispondendo a domande precise che la gente sta già cercando su Google. Tutto il resto è rumore.
La Strategia dei Topic Cluster: Organizzare i Contenuti Come un Professionista
Se c'è un concetto che ha cambiato il modo in cui penso ai contenuti SEO, è quello dei topic cluster. L'idea è semplice ma potente: invece di scrivere articoli isolati su argomenti casuali, crei gruppi di contenuti organizzati intorno a un tema centrale.
Funziona così:
- Al centro c'è una pillar page (pagina pilastro) – un contenuto lungo e completo che copre un argomento ampio in modo esauriente.
- Intorno ci sono i cluster content (contenuti satellite) – articoli più specifici che approfondiscono singoli aspetti del tema principale.
- Tutti i contenuti satellite linkano alla pillar page, e la pillar page linka a ciascun satellite. Creando una rete di link interni tematici.
Faccio un esempio concreto. Se sei un commercialista a Perugia, la tua pillar page potrebbe essere "Guida Completa alla Contabilità per PMI". I cluster content sarebbero articoli come "Come Emettere una Fattura Elettronica", "Scadenze Fiscali 2025", "Regime Forfettario: Requisiti e Vantaggi", "Come Scegliere il Commercialista Giusto".
Perché funziona? Perché Google capisce che il tuo sito è un'autorità sull'argomento, non un sito che parla di tutto e di niente. I link interni distribuiscono l'autorità tra le pagine correlate, e ogni nuovo contenuto rafforza tutto il cluster.
Come Creare una Pillar Page Efficace
La pillar page non è un articolo qualsiasi messo in bella. È una risorsa completa, tipicamente tra le 3.000 e le 5.000 parole, che copre un argomento nella sua interezza. Deve essere:
- Completa – Chiunque la legga deve avere una comprensione solida dell'argomento
- Ben strutturata – Indice dei contenuti, heading chiari, sezioni logiche
- Linkabile – Deve essere una risorsa così utile che altri siti vogliano linkarla
- Aggiornabile – Progettata per essere aggiornata periodicamente con nuove informazioni
Non confondere la pillar page con un articolo lungo e basta. La lunghezza in sé non conta: conta la completezza e la struttura. Ho visto pillar page di 2.500 parole funzionare meglio di articoloni da 8.000 parole perché erano meglio organizzate e più focalizzate.
Il Piano Editoriale: Smettila di Pubblicare a Caso
Qui arrivo al punto che fa la differenza tra chi ottiene risultati e chi spreca tempo. Devi avere un piano editoriale. Non un foglio Excel complicatissimo con 47 colonne. Un piano semplice che risponde a tre domande:
- Cosa pubblico? – Basato sulla ricerca keyword e sui bisogni del tuo pubblico
- Quando lo pubblico? – Una frequenza sostenibile e costante
- Per chi lo pubblico? – Il tuo lettore ideale, con i suoi problemi specifici
La frequenza di pubblicazione è un tema su cui c'è molta confusione. Ti dico la verità: meglio un articolo eccellente al mese che quattro articoli mediocri a settimana. Google premia la qualità, non la quantità. Se riesci a mantenere un ritmo di 2-4 articoli di qualità al mese, sei già in una posizione migliore del 90% dei tuoi concorrenti.
La cosa più importante è la costanza. Non pubblicare 10 articoli in una settimana e poi sparire per tre mesi. Google preferisce siti che pubblicano regolarmente nel tempo.
Tipi di Contenuto Che Si Posizionano
Non tutti i contenuti sono uguali agli occhi di Google. Alcuni formati hanno una probabilità molto più alta di posizionarsi bene:
Guide Complete ("Guida a...")
Le guide complete si posizionano bene perché rispondono a un bisogno informativo ampio. "Guida alla Ristrutturazione Casa", "Guida al GDPR per Piccole Aziende". Sono i contenuti evergreen per eccellenza: una volta scritti e ben posizionati, portano traffico per anni.
Articoli "Come Fare" (How-To)
Le persone cercano continuamente come fare le cose. "Come creare un business plan", "Come scegliere l'hosting per WordPress". Questi contenuti intercettano ricerche con intento chiaro e un volume costante.
Liste e Confronti
"I 10 Migliori Tool SEO nel 2025", "SEMrush vs Ahrefs: Quale Scegliere". Le liste e i confronti attraggono click perché promettono informazione organizzata e facilmente consultabile.
Domande Specifiche
"Quanto costa un sito web?", "Quanto tempo ci vuole per posizionarsi su Google?". Rispondere a domande specifiche che il tuo pubblico si pone è un modo eccellente per catturare traffico long-tail e potenzialmente apparire nei featured snippet.
Aggiornare i Vecchi Contenuti: L'Arma Segreta
Questa è una strategia che molti ignorano e che può dare risultati straordinari: prendere contenuti già pubblicati e aggiornarli.
Perché funziona così bene? Perché Google tende a preferire contenuti aggiornati. Un articolo pubblicato due anni fa che viene sostanzialmente aggiornato con informazioni fresche può tornare a scalare le classifiche.
Il mio processo per aggiornare un vecchio articolo:
- Identifica i contenuti con potenziale – Cerca in Google Search Console articoli che si posizionano in pagina 2 o all'inizio della pagina 3. Sono contenuti che Google ritiene quasi buoni abbastanza per la prima pagina. Un aggiornamento mirato può spingerli sopra.
- Analizza la SERP attuale – Guarda chi si posiziona in prima pagina per quelle keyword. Cosa trattano che tu non tratti? Cosa puoi aggiungere?
- Aggiorna e arricchisci – Aggiungi sezioni mancanti, aggiorna dati obsoleti, migliora la struttura, aggiungi immagini pertinenti.
- Non cambiare la URL – Mantieni la stessa URL. L'autorità e i backlink accumulati nel tempo sono preziosi.
- Aggiorna la data – Modifica la data di pubblicazione o aggiungi una nota "Aggiornato a ".
Ho visto articoli passare dalla posizione 15 alla posizione 3 solo con un aggiornamento sostanziale. Spesso è più efficace aggiornare un vecchio contenuto che scriverne uno nuovo da zero.
E-E-A-T: L'Esperienza Conta
E-E-A-T sta per Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità). È il framework che Google usa per valutare la qualità dei contenuti, soprattutto per argomenti sensibili come salute, finanza e sicurezza (i cosiddetti YMYL – Your Money Your Life).
Ma anche se non operi in settori YMYL, l'E-E-A-T conta. Ecco come dimostrarlo nei tuoi contenuti:
- Experience (Esperienza) – La "E" aggiunta più di recente. Mostra che hai esperienza diretta di quello che scrivi. Racconta casi reali, condividi risultati, mostra screenshot. Non limitarti alla teoria.
- Expertise (Competenza) – Dimostra che sai di cosa parli. Pagina autore con bio dettagliata, credenziali, link al profilo LinkedIn.
- Authoritativeness (Autorevolezza) – Altri siti autorevoli ti citano e linkano? Sei menzionato come esperto nel tuo settore? Questo si costruisce nel tempo con contenuti di qualità e networking.
- Trustworthiness (Affidabilità) – Il tuo sito è sicuro (HTTPS), ha una pagina "Chi Siamo" completa, mostra contatti reali, ha una privacy policy chiara?
Un errore tipico che vedo nei contenuti italiani: articoli scritti da "Redazione" senza nessuna attribuzione personale. Google vuole sapere chi ha scritto il contenuto e perché quella persona è qualificata per scriverlo. Metti nome, cognome e una bio credibile.
Misurare i Risultati: Non Navigare alla Cieca
Creare contenuti senza misurarne i risultati è come guidare bendati. Devi sapere cosa funziona e cosa no, per poter aggiustare la rotta.
Le metriche che monitoro per ogni contenuto:
- Traffico organico – Quante visite porta dalla ricerca Google (Google Analytics)
- Posizionamento keyword – Per quali keyword si posiziona e in che posizione (Google Search Console)
- CTR (Click-Through Rate) – Quante persone cliccano sul tuo risultato quando lo vedono (Search Console)
- Tempo sulla pagina e bounce rate – Le persone leggono il contenuto o scappano subito? (Analytics)
- Conversioni – Il contenuto genera contatti, iscrizioni, vendite? Alla fine dei conti è questo che conta.
Un contenuto che porta molto traffico ma zero conversioni non è necessariamente un fallimento – potrebbe costruire brand awareness. Ma un contenuto che non porta né traffico né conversioni dopo sei mesi va ripensato o aggiornato radicalmente.
Domande Frequenti
Quanto deve essere lungo un articolo per posizionarsi bene su Google?
Non esiste una lunghezza magica. La risposta onesta è: il tuo articolo deve essere lungo quanto serve per trattare l'argomento in modo completo, e neanche una parola in più. Detto questo, i dati mostrano che gli articoli tra le 1.500 e le 3.000 parole tendono a performare meglio per keyword competitive. Ma un articolo di 800 parole ben scritto e focalizzato può battere tranquillamente uno di 5.000 parole che gira intorno al tema senza mai centrarlo davvero.
Posso usare l'intelligenza artificiale per scrivere i miei contenuti SEO?
Google non vieta esplicitamente i contenuti generati con AI, ma dice chiaramente che i contenuti devono essere utili, originali e scritti per le persone. Il rischio con i contenuti AI è che siano generici, piatti e privi di quella esperienza diretta che Google valorizza sempre di più (la prima "E" di E-E-A-T). Il mio consiglio: usa l'AI come supporto per la ricerca, la struttura e la bozza iniziale, ma il contenuto finale deve passare per la tua esperienza, la tua voce e la tua competenza. La differenza si sente, e Google la nota.
Ogni quanto devo pubblicare nuovi contenuti?
La frequenza ideale dipende dalle tue risorse. Come regola generale, 2-4 articoli di qualità al mese sono un buon ritmo per la maggior parte dei siti. Ma è molto più importante la costanza che il volume: meglio un articolo a settimana tutte le settimane che dieci articoli in un mese e poi il silenzio per due mesi. Se riesci a mantenere un solo articolo di qualità ogni due settimane in modo costante, sei già avanti rispetto alla concorrenza.
Come trovo le keyword giuste per i miei articoli?
Parti da Google stesso: digita l'argomento e guarda i suggerimenti automatici, le ricerche correlate in fondo alla pagina, e le domande nel box "Le persone hanno chiesto anche". Poi usa strumenti come Ubersuggest (gratuito nella versione base), Google Keyword Planner, o Answer the Public per approfondire. Cerca keyword con un buon equilibrio tra volume di ricerca e competizione: le keyword troppo generiche sono impossibili da conquistare, quelle troppo specifiche non portano traffico sufficiente.
Vale la pena aggiornare articoli vecchi o è meglio scriverne di nuovi?
Entrambe le cose, ma se devi scegliere, aggiornare i vecchi contenuti spesso ha un ritorno più rapido. Un articolo che si posiziona già in pagina 2 ha accumulato autorità e segnali nel tempo: aggiornarlo e migliorarlo può farlo saltare in prima pagina in poche settimane. Scrivere un articolo nuovo da zero richiede tipicamente 4-6 mesi per posizionarsi. La strategia migliore è un mix: aggiorna regolarmente i tuoi contenuti migliori e aggiungi nuovi contenuti per coprire temi non ancora trattati.