Gli Errori SEO piu' Comuni: Cosa NON Fare nel 2026

I 10 errori SEO piu' comuni che ancora vedo nei siti professionali. Dal keyword stuffing ai contenuti duplicati, ecco cosa evitare assolutamente.

Dieci anni di orrori SEO: la confessione di un consulente

In oltre 10 anni di consulenza SEO, ho visto di tutto. Siti che sembravano usciti dal 2003, meta description copiate da Wikipedia, pagine con la stessa keyword ripetuta 47 volte in 300 parole. Ecco gli errori che continuo a trovare anche nei siti "professionali", quelli fatti da agenzie che si vendono come esperte di digital marketing.

Quello che mi stupisce non e' tanto che questi errori esistano. E' che nel 2026 ci siano ancora professionisti che li commettono. Alcuni di questi errori erano gia' superati nel 2015. Eppure eccoci qui, a dover spiegare ancora perche' riempire una pagina di keyword non e' una strategia SEO.

Ho messo insieme la lista dei 10 errori piu' frequenti che trovo durante gli audit SEO. Non sono errori teorici: sono cose che ho trovato la settimana scorsa, il mese scorso, ieri. Vediamo se riconosci qualcosa del tuo sito.

1. Keyword stuffing: l'errore immortale

Pensavo che nel 2026 non avrei piu' dovuto parlarne. Mi sbagliavo. La settimana scorsa ho analizzato il sito di un'azienda di Perugia -- un sito rifatto da poco, tra l'altro -- e nella homepage c'era un testo tipo: "Siamo i migliori idraulici a Perugia. Il nostro servizio di idraulico Perugia offre interventi di idraulica a Perugia per tutti i tuoi problemi di idraulico nella zona di Perugia."

Capisci il problema? Non solo e' illeggibile per un essere umano, ma Google lo riconosce come keyword stuffing e ti penalizza. L'algoritmo di Google e' diventato incredibilmente bravo a capire il contesto di una pagina. Non ha bisogno che tu ripeta la stessa keyword 15 volte. Anzi, se lo fai, capisce che stai cercando di manipolare i risultati e ti punisce.

La regola pratica: scrivi per le persone. Se una frase suona innaturale quando la leggi ad alta voce, riscrivila. La keyword principale dovrebbe apparire nel titolo, in un H2, nel primo paragrafo e naturalmente nel testo. Basta.

2. Ignorare il mobile: nel 2026, davvero?

Google usa il mobile-first indexing dal 2019. Significa che la versione mobile del tuo sito e' quella che Google considera principale. Se il tuo sito e' bello sul desktop ma inutilizzabile da smartphone, hai un problema serio.

Gli errori mobile piu' comuni che trovo:

  • Testo troppo piccolo da leggere senza zoom
  • Pulsanti troppo vicini tra loro (impossibile cliccare quello giusto col pollice)
  • Pop-up che coprono l'intero schermo e non si chiudono
  • Menu di navigazione che non funziona su touch screen
  • Immagini che escono dallo schermo lateralmente

Il test e' semplice: prendi il tuo telefono, apri il tuo sito e prova a usarlo come farebbe un cliente. Riesci a leggere tutto? Riesci a navigare senza impazzire? I moduli di contatto funzionano? Se la risposta a una di queste domande e' "no", hai del lavoro da fare.

3. Sito lento: il killer silenzioso

La velocita' del sito e' un fattore di ranking confermato da Google. Ma non e' solo SEO: e' business. Amazon ha calcolato che ogni 100 millisecondi di latenza in piu' costa l'1% delle vendite. Ora, tu non sei Amazon, ma il principio vale per tutti: la gente non aspetta.

Le cause piu' frequenti di siti lenti:

  • Immagini non ottimizzate: la causa numero uno. Foto da 5MB caricate direttamente dalla fotocamera. Usa WebP, comprimi, ridimensiona.
  • Troppi plugin (per chi usa WordPress): ho visto siti con 40+ plugin attivi. Ognuno aggiunge peso.
  • Hosting economico: se paghi 2 euro al mese per l'hosting, non aspettarti prestazioni stellari.
  • Nessun caching: senza una cache configurata, il server deve ricostruire ogni pagina da zero ad ogni visita.
  • JavaScript pesante: script di terze parti, analytics, chat widget, social media plugin... ognuno rallenta il caricamento.

Come primo step, vai su PageSpeed Insights di Google, inserisci il tuo URL e guarda il punteggio. Se sei sotto 50 su mobile, e' urgente intervenire. Se sei tra 50 e 80, c'e' margine di miglioramento. Sopra 80 sei a buon punto.

4. Contenuti duplicati: il copia-incolla che ti penalizza

I contenuti duplicati sono un problema piu' diffuso di quanto pensi, e non parlo solo di chi copia i testi da altri siti. Parlo di duplicazione interna: pagine del tuo stesso sito che hanno contenuti identici o quasi identici.

Esempio classico che trovo spesso: un e-commerce con 50 prodotti simili dove la descrizione e' praticamente la stessa con solo il nome del prodotto che cambia. Oppure un sito di servizi con pagine tipo "Idraulico Perugia", "Idraulico Citta' di Castello", "Idraulico Foligno" dove il testo e' identico tranne il nome della citta'.

Google non penalizza tecnicamente i contenuti duplicati con una sanzione esplicita, ma sceglie quale versione mostrare e spesso non e' quella che vorresti tu. La soluzione? Crea contenuti unici per ogni pagina. Se devi avere pagine simili, usa i tag canonical per indicare a Google quale e' la versione principale.

5. Alt tag mancanti: le immagini che Google non vede

Google non "vede" le immagini come le vediamo noi. Usa il testo alternativo (alt tag) per capire cosa rappresenta un'immagine. Se le tue immagini non hanno alt tag, per Google sono scatole vuote. Perdi opportunita' di posizionamento su Google Immagini e perdi punti di accessibilita'.

Come scrivere alt tag efficaci:

  • Descrivi cosa c'e' nell'immagine in modo chiaro e conciso
  • Includi la keyword dove ha senso, ma senza forzare
  • Non scrivere "immagine di..." -- Google lo sa gia' che e' un'immagine
  • Pensa a come descriveresti l'immagine a una persona al telefono

Esempio pratico: invece di alt="" (vuoto) o alt="foto" (inutile) o alt="consulente SEO Perugia migliore primo su Google" (keyword stuffing), scrivi alt="Andrea Baglioni durante una consulenza SEO nel suo ufficio a Perugia". Descrittivo, naturale, utile.

6. Struttura URL caotica: quando gli indirizzi non hanno senso

Un URL dovrebbe dire all'utente e a Google di cosa parla la pagina. URL tipo tuosito.it/p=12345 o tuosito.it/servizi/pagina-copia-2-rev-finale non comunicano nulla. Sono rumore.

Le regole per URL SEO-friendly:

  • Corti e descrittivi: /servizi/consulenza-seo/ invece di /servizi/consulenza-seo-professionale-per-aziende-e-professionisti/
  • Parole separate da trattini, non underscore
  • Solo minuscole
  • Niente parametri inutili o numeri casuali
  • Struttura gerarchica che riflette la struttura del sito

E se devi cambiare un URL che e' gia' indicizzato? Redirect 301. Sempre. Non lasciare mai un vecchio URL che porta a un errore 404 se aveva del traffico o dei backlink.

Il linking interno e' come il sistema circolatorio del tuo sito. Collega le pagine tra loro, distribuisce autorita' e aiuta Google a capire la struttura e la gerarchia dei contenuti. Eppure e' una delle pratiche SEO piu' trascurate.

Ho analizzato siti con 100 articoli di blog dove nessun articolo linkava un altro articolo. Cento pagine isolate, ognuna per conto suo. E' come avere una biblioteca dove tutti i libri sono ammassati per terra senza scaffali ne' catalogo.

La strategia di base: ogni nuovo contenuto dovrebbe linkare almeno 2-3 contenuti correlati gia' presenti sul sito. E quando pubblichi qualcosa di nuovo, torna sui vecchi articoli e aggiungi link al nuovo contenuto dove ha senso. Ci vogliono 10 minuti e il valore SEO e' enorme.

8. Ignorare il search intent: rispondere alla domanda sbagliata

Questo e' l'errore piu' subdolo perche' non riguarda la tecnica ma la strategia. Il search intent e' l'intenzione dietro una ricerca. Quando qualcuno cerca "migliore pizza Perugia", vuole trovare un ristorante, non un articolo di 3000 parole sulla storia della pizza.

I quattro tipi di search intent:

  • Informazionale: "come fare la pizza" -- vuole imparare
  • Navigazionale: "pizzeria da mario perugia" -- vuole quel sito specifico
  • Commerciale: "migliori pizzerie perugia" -- sta valutando le opzioni
  • Transazionale: "prenotare pizzeria perugia centro" -- pronto all'azione

Se crei contenuti che non rispondono all'intent della keyword, puoi ottimizzare quanto vuoi: non ti posizionerai. Prima di creare qualsiasi pagina, cerca la keyword su Google e guarda cosa c'e' in prima pagina. Quello ti dice cosa Google ritiene essere l'intent corretto.

9. Contenuti "thin": pagine che non dicono nulla

Thin content significa contenuto scarso, superficiale, che non offre valore reale all'utente. Pagine da 100 parole, landing page con solo un modulo di contatto e zero testo, articoli di blog che grattano la superficie di un argomento senza mai andare in profondita'.

Google vuole contenuti completi e utili. Non dico che ogni pagina debba essere un romanzo, ma deve rispondere in modo esauriente alla domanda dell'utente. Se qualcuno cerca "come ottimizzare un sito per la SEO" e trova una pagina con tre frasi generiche, torna su Google e clicca il risultato successivo. Quel comportamento (chiamato pogo-sticking) dice a Google che il tuo contenuto non e' soddisfacente.

Il mio test personale: dopo aver scritto un contenuto, mi chiedo "se fossi l'utente che ha cercato questa keyword, sarei soddisfatto di questa pagina? Avrei tutte le informazioni che cercavo?". Se la risposta e' no, il contenuto non e' pronto.

10. Non tracciare i risultati: volare alla cieca

L'ultimo errore e' forse il piu' grave: non misurare nulla. Ho incontrato aziende che investono migliaia di euro in SEO senza avere Google Analytics installato. Senza Search Console configurata. Senza sapere quante visite ricevono, da dove arrivano, quali pagine performano e quali no.

Senza dati, qualsiasi decisione SEO e' una scommessa. Non puoi sapere se la tua strategia funziona. Non puoi identificare problemi. Non puoi dimostrare il ROI dell'investimento. Il minimo sindacale: Google Analytics 4 e Google Search Console. Sono gratuiti, si configurano in 15 minuti e ti danno una quantita' enorme di informazioni.

E non basta installarli: bisogna guardarli. Almeno una volta al mese, siediti e analizza i dati. Quali pagine crescono? Quali calano? Quali keyword portano traffico? Dove perdi utenti? Questi dati sono la bussola della tua strategia SEO.

Conclusione: l'errore piu' grande e' non agire

Se hai riconosciuto uno o piu' di questi errori nel tuo sito, non farti prendere dal panico. La buona notizia e' che sono tutti risolvibili. La cattiva notizia e' che piu' aspetti, piu' traffico e clienti perdi.

Il mio consiglio: prendi questa lista, fai un check del tuo sito punto per punto e inizia a correggere partendo dagli errori piu' gravi. Se non sai da dove cominciare, un audit SEO professionale puo' darti una mappa chiara delle priorita'. L'importante e' iniziare.

Domande Frequenti

Quanto tempo ci vuole per recuperare da errori SEO gravi?

Dipende dalla gravita' e dalla durata dell'errore. Problemi tecnici come sito lento o errori di crawling si risolvono in settimane una volta corretti. Penalizzazioni per keyword stuffing o link spam possono richiedere 3-6 mesi per il recupero completo. La cosa importante e' correggere subito e avere pazienza: Google ha bisogno di tempo per rielaborare il tuo sito dopo le correzioni.

Come faccio a sapere se il mio sito ha problemi SEO senza essere un esperto?

Ci sono strumenti gratuiti che fanno un buon lavoro di analisi base. Google Search Console ti segnala errori tecnici. PageSpeed Insights valuta la velocita'. Il Mobile-Friendly Test verifica l'usabilita' mobile. Screaming Frog (gratuito fino a 500 URL) fa un crawling completo del sito e identifica problemi come meta tag mancanti, link rotti e contenuti duplicati. Per un'analisi approfondita, pero', un consulente SEO vede cose che gli strumenti automatici non catturano.

Gli errori SEO possono causare una penalizzazione manuale da parte di Google?

La maggior parte degli errori che ho elencato causa un calo di posizionamento algoritmico, non una penalizzazione manuale. Le penalizzazioni manuali arrivano per violazioni gravi: link scheme, cloaking, contenuti scraped su larga scala. Puoi verificare se hai penalizzazioni manuali nella sezione "Azioni manuali" di Google Search Console. Se e' tutto pulito li', i tuoi problemi di posizionamento sono probabilmente dovuti agli errori tecnici e di contenuto che ho descritto.

Qual e' l'errore SEO piu' dannoso tra quelli elencati?

Secondo la mia esperienza, ignorare il search intent e' quello che causa piu' danni a lungo termine. Puoi avere un sito tecnicamente perfetto, velocissimo e con contenuti lunghissimi, ma se non rispondi a quello che l'utente sta realmente cercando, non ti posizionerai mai. Ho visto siti con errori tecnici importanti superare concorrenti perfetti tecnicamente semplicemente perche' offrivano contenuti piu' rilevanti per l'intent della ricerca.

Devo correggere tutti gli errori contemporaneamente o posso procedere gradualmente?

Procedi per priorita'. Prima risolvi i problemi che bloccano l'indicizzazione (errori di crawling, sito non mobile-friendly). Poi passa alla velocita' del sito. Poi ai contenuti. Il mio approccio con i clienti e' creare una roadmap con le correzioni ordinate per impatto e urgenza. Non serve fare tutto in una settimana, ma serve iniziare e mantenere un ritmo costante di miglioramento.

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