📑 Indice dei Contenuti
- Sento ancora gente che compra pacchetti di 500 link a 50 euro
- Cosa sono i backlink e perché contano ancora
- Le strategie che funzionano nel 2025
- 1. Creare contenuti che meritano link (link-worthy content)
- 2. Guest posting (fatto bene)
- 3. Digital PR
- 4. Broken link building
- 5. Resource page link building
- 6. HARO e piattaforme simili
- Cosa evitare assolutamente nel 2025
- Come controllare il tuo profilo backlink
- La link building è un gioco di pazienza
- Domande Frequenti
- Quanti backlink servono per posizionarsi in prima pagina?
- I link nofollow servono a qualcosa?
- È rischioso fare link building nel 2025?
- Come posso ottenere backlink se ho un sito piccolo e appena nato?
- Cosa faccio se scopro link tossici che puntano al mio sito?
Sento ancora gente che compra pacchetti di 500 link a 50 euro
Spoiler: non funziona. Anzi, nel 2025 è uno dei modi più rapidi per farsi penalizzare da Google. Eppure, ogni settimana ricevo almeno 2-3 email da sedicenti "agenzie SEO" che mi offrono "pacchetti link building" con centinaia di backlink a prezzi stracciati. La tentazione di cedere c'è, lo capisco, soprattutto quando i risultati tardano ad arrivare. Ma credimi: i link di qualità non si comprano a stock come la carta igienica al discount.
La link building è probabilmente l'aspetto più frainteso della SEO. Da un lato, i backlink restano uno dei fattori di ranking più importanti. Dall'altro, le pratiche sbagliate possono causare danni enormi. In questa guida ti spiego cosa funziona davvero, cosa evitare come la peste, e come costruire un profilo backlink solido senza rischiare penalizzazioni.
Cosa sono i backlink e perché contano ancora
Un backlink è semplicemente un link da un altro sito web verso il tuo. Per Google, ogni backlink è come un "voto di fiducia": se un sito autorevole ti linka, sta dicendo "questo contenuto merita di essere citato". Più voti di fiducia hai da siti rilevanti e autorevoli, più Google ti considera meritevole di un buon posizionamento.
Nel 2025, con tutti gli aggiornamenti algoritmici che abbiamo visto, una cosa è chiara: la qualità batte la quantità, sempre e senza eccezioni. Un singolo link da un sito autorevole nel tuo settore vale più di 1.000 link da directory sconosciute, blog abbandonati e siti creati apposta per vendere link.
Google è diventato incredibilmente bravo a distinguere i link naturali da quelli manipolativi. L'algoritmo SpamBrain, introdotto negli ultimi anni e continuamente aggiornato, usa il machine learning per identificare e neutralizzare i link spam. Non è più il 2010: le scorciatoie non funzionano più.
Le strategie che funzionano nel 2025
1. Creare contenuti che meritano link (link-worthy content)
La strategia più efficace e sostenibile resta la più ovvia: crea qualcosa che gli altri vogliano linkare spontaneamente. Facile a dirsi, meno a farsi. Ma non impossibile.
Cosa funziona bene:
- Studi originali e ricerche con dati: se hai dati proprietari, usali. Ho un cliente nel settore immobiliare che ha pubblicato un'analisi dei prezzi degli affitti a Perugia quartiere per quartiere, con dati reali. Ha ottenuto link da testate locali e blog di settore senza muovere un dito.
- Guide definitive: la classica guida da 3.000+ parole che copre un argomento dalla A alla Z. Se è davvero la risorsa più completa disponibile, altri siti la linkeranno come riferimento.
- Infografiche: sì, funzionano ancora, a patto che contengano dati originali e interessanti. Non la solita infografica riciclata con dati presi da Wikipedia.
- Strumenti gratuiti e calcolatori: un calcolatore di mutui, un tool per analizzare i meta tag, un generatore di qualcosa. Richiedono investimento tecnico ma generano link naturali per anni.
2. Guest posting (fatto bene)
Il guest posting è scrivere un articolo come ospite su un blog o sito altrui, ottenendo in cambio un link. È una pratica legittima se fatta con criterio.
Le regole d'oro del guest posting etico:
- Scrivi solo per siti realmente rilevanti per il tuo settore
- Il contenuto deve essere originale e di qualità, non un articoletto buttato lì
- Non scrivere per siti che accettano chiunque (se accettano chiunque, il link non vale nulla)
- Non superare 1-2 link verso il tuo sito nell'articolo
- Evita anchor text troppo ottimizzati: "clicca qui" o il tuo brand name sono più naturali di "miglior consulente SEO Perugia"
Come trovo opportunità di guest posting? Cerco su Google cose come "scrivi per noi" + settore, "guest post" + argomento, oppure analizzo dove pubblicano i guest post i miei competitor usando Semrush o Ahrefs.
3. Digital PR
La Digital PR è la versione moderna delle pubbliche relazioni: ottenere menzioni e link da testate giornalistiche, blog influenti e siti autorevoli attraverso storie interessanti, dati originali o expertise.
Come funziona in pratica:
- Identifica giornalisti e blogger che scrivono del tuo settore
- Offri loro qualcosa di valore: un commento esperto, dati esclusivi, una storia interessante
- Sii utile, non autopromozionale. Il giornalista non è interessato alla tua publicità, è interessato a contenuti che piacciano ai suoi lettori
In Italia funzionano molto bene le collaborazioni con testate locali. Qui a Perugia, per esempio, un mio cliente ha ottenuto un articolo su PerugiaToday semplicemente organizzando un evento benefico e inviando un comunicato stampa ben scritto.
4. Broken link building
Questa è una delle mie strategie preferite perché crea una situazione win-win. Il concetto è semplice: trovi link rotti su altri siti (link che puntano a pagine che non esistono più) e proponi il tuo contenuto come alternativa.
Il processo passo per passo:
- Trova siti autorevoli nel tuo settore
- Usa strumenti come Ahrefs o Check My Links (estensione Chrome) per trovare link rotti nelle loro pagine
- Verifica di avere (o crea) un contenuto che copra lo stesso argomento del link rotto
- Contatta il webmaster: "Ho notato che nella tua pagina X c'è un link che non funziona più. Ho una risorsa simile che potrebbe essere utile ai tuoi lettori"
Il tasso di successo è basso (5-10% delle email porta risultato), ma i link ottenuti sono di alta qualità. E il webmaster ti ringrazia perché gli hai segnalato un problema nel suo sito.
5. Resource page link building
Molti siti hanno pagine "Risorse utili" o "Link consigliati" dove raccolgono i migliori contenuti su un determinato argomento. Se hai una risorsa di valore, puoi proporre la sua inclusione.
Per trovarle: cerca su Google "risorse utili" + il tuo argomento, oppure "link consigliati" + il tuo settore. Funziona sorprendentemente bene per settori di nicchia.
6. HARO e piattaforme simili
HARO (Help A Reporter Out) è una piattaforma dove giornalisti cercano fonti esperte per i loro articoli. Ti iscrivi, ricevi richieste via email e rispondi a quelle pertinenti con il tuo commento da esperto. Se il giornalista usa il tuo contributo, ottieni un link da una testata autorevole.
In Italia puoi usare anche Connectively (il successore di HARO) e cercare opportunità su piattaforme come Qwoted. Non aspettarti risultati immediati: ci vuole costanza, ma i link ottenuti sono di altissima qualità.
Cosa evitare assolutamente nel 2025
E adesso parliamo di ciò che NON devi fare, perché le penalizzazioni per link innaturali sono tra le più difficili da recuperare.
- PBN (Private Blog Network): reti di siti creati apposta per generare link. Google le sgama con una facilità imbarazzante nel 2025. L'investimento è alto e il rischio di penalizzazione è altissimo.
- Acquisto di link su larga scala: quei famosi pacchetti di cui parlavo all'inizio. Link da siti irrilevanti, spesso in lingue diverse, con anchor text iper-ottimizzati. È come mettere un cartello "sto cercando di manipolare il ranking".
- Scambio link sistematico: "io linko te, tu linki me". Un po' di scambio naturale tra siti che collaborano davvero va bene, ma se diventa la tua strategia principale, Google lo nota.
- Link da directory spam: quelle directory che accettano qualsiasi sito in qualsiasi categoria. Se devi pagare per essere inserito in una directory che non ha traffico, è un segnale chiaro che non vale nulla.
- Commenti blog con link: lasciare commenti su blog altrui solo per il link. I commenti sono quasi sempre nofollow, quindi inutili per la SEO, e spesso vengono rimossi.
- Link da articoli generati da AI di bassa qualità: nel 2025 ci sono servizi che generano centinaia di articoli con AI e li pubblicano su blog creati ad hoc. Google li identifica e li ignora (quando va bene) o penalizza (quando va male).
Come controllare il tuo profilo backlink
Anche se non hai mai fatto link building attiva, potresti avere link tossici che puntano al tuo sito (succede più spesso di quanto pensi, soprattutto con la negative SEO). Ecco come fare un check-up:
- Vai su Google Search Console > Link > Siti con link principali. Qui vedi tutti i siti che ti linkano.
- Usa uno strumento come Ahrefs o Semrush per un'analisi più approfondita. Guardano il "toxic score" di ogni link.
- Se trovi link palesemente spam (siti in cinese, gioco d'azzardo, adult), puoi usare lo strumento Disavow di Google per dire "non considerate questi link".
Fai questo check almeno ogni 3-6 mesi. La prevenzione è sempre meglio della cura, soprattutto in ambito SEO.
La link building è un gioco di pazienza
Chiudo con un concetto fondamentale. La link building etica e sostenibile è un processo lento. Non otterrai 50 link di qualità in un mese. Se qualcuno te lo promette, ti sta mentendo o sta usando metodi che ti porteranno problemi.
La mia esperienza dice che una buona campagna di link building produce 5-15 link di qualità al mese. Sembra poco? Dopo un anno sono 60-180 link da siti autorevoli e rilevanti. Questo è il tipo di profilo backlink che Google ama e che i tuoi competitor non possono replicare con un ordine da 50 euro su Fiverr.
Domande Frequenti
Quanti backlink servono per posizionarsi in prima pagina?
Non esiste un numero magico. Dipende dalla keyword, dalla concorrenza e dall'autorità del tuo sito. Per una keyword locale poco competitiva, a volte bastano 10-15 backlink di qualità. Per keyword nazionali ad alta concorrenza, possono servirne centinaia. Il mio consiglio è di non fissarti sul numero ma sulla qualità e la pertinenza: 5 link da siti autorevoli nel tuo settore valgono più di 500 link da siti generici.
I link nofollow servono a qualcosa?
Sì, anche se non passano direttamente "link juice" come i link dofollow. Google ha dichiarato che i link nofollow sono trattati come un "suggerimento" piuttosto che una direttiva. Inoltre, un profilo backlink naturale ha un mix di dofollow e nofollow: avere solo link dofollow è paradossalmente un segnale sospetto. Infine, i link nofollow da siti ad alto traffico possono portare visite dirette, che è comunque un vantaggio.
È rischioso fare link building nel 2025?
Se usi le strategie etiche descritte in questa guida, il rischio è praticamente zero. Il guest posting su siti autorevoli, la digital PR, il broken link building e la creazione di contenuti meritevoli sono tutte pratiche che Google non solo tollera, ma incoraggia. Il rischio esiste solo quando cerchi scorciatoie: acquisto di link, PBN, schemi di scambio link. La regola è semplice: se una strategia ti sembra troppo facile o troppo economica per essere vera, probabilmente è rischiosa.
Come posso ottenere backlink se ho un sito piccolo e appena nato?
Inizia da qui: crea 3-5 contenuti di altissima qualità sul tuo argomento di competenza. Poi iscriviti alle directory locali e di settore più importanti. Cerca opportunità di guest posting su blog rilevanti. Rispondi alle richieste dei giornalisti su piattaforme come HARO. Collabora con attività complementari alla tua nella tua zona. Non servono budget enormi, serve costanza e la volontà di creare valore reale. I primi link sono i più difficili da ottenere, poi diventa progressivamente più facile.
Cosa faccio se scopro link tossici che puntano al mio sito?
Prima di tutto, niente panico. Google è abbastanza bravo da ignorare automaticamente la maggior parte dei link spam. Se però noti un calo di traffico sospetto e il tuo profilo backlink è pieno di link da siti di dubbia qualità, puoi usare lo strumento Disavow di Google Search Console per segnalare quei link. Crea un file .txt con la lista dei domini da disavow e caricalo. Fai attenzione a non disavow-are link legittimi per errore: nel dubbio, lascia stare e concentrati su ottenere nuovi link di qualità che diluiscano quelli negativi.