Mobile First Indexing: Il Tuo Sito È Pronto?

Guida pratica al mobile first indexing: cos'è, come verificare se il tuo sito è pronto, design responsive, velocità su mobile, UX e tool di testing.

Mobile First: Scontato a Parole, Ignorato nei Fatti

Nel 2025 parlare di mobile first sembra scontato, eppure vedo ancora siti che su smartphone sono praticamente inutilizzabili. L'altro giorno un potenziale cliente mi ha mandato il link del suo sito aziendale chiedendomi perché non si posizionasse. L'ho aperto dal telefono e il menu non funzionava, il testo era microscopico, e per cliccare un pulsante dovevi fare lo zoom con le dita come se stessi cercando di leggere una mappa del tesoro. Anno 2025, eh.

Il problema è che molti imprenditori vedono il loro sito solo dal computer dell'ufficio, su un bel monitor grande. E da lì sembra tutto a posto. Ma i loro clienti lo vedono dal telefono, in piedi in fila alla posta, con una mano sola e poca pazienza. E Google lo vede esattamente come lo vedono loro.

Cosa Significa Davvero "Mobile First Indexing"

Chiariamo subito un equivoco comune: mobile first indexing non significa che Google indicizza solo la versione mobile del tuo sito. Significa che la versione mobile è quella che Google usa come riferimento principale per decidere cosa indicizzare e come posizionarti.

In pratica: se il tuo sito desktop ha contenuti fantastici ma la versione mobile li nasconde o li taglia, per Google quei contenuti non esistono. Se le immagini sul desktop hanno alt text perfetti ma nella versione mobile mancano, è come se non li avessi mai scritti. Google giudica il tuo sito dalla versione mobile, punto.

Questo cambiamento è stato progressivo: Google ha iniziato nel 2018, e dal 2023 il mobile first indexing è lo standard per tutti i siti, senza eccezioni. Non è più una novità, è la realtà. E se il tuo sito non è ottimizzato per mobile, stai giocando con un handicap significativo.

Come Verificare Se il Tuo Sito È Mobile-Friendly

Prima di parlare di soluzioni, verifichiamo lo stato attuale. Ecco i test che faccio sempre quando analizzo un sito:

1. Il Test Manuale (Il Più Importante)

Prendi il tuo telefono e naviga il tuo sito come farebbe un cliente. Non il telefono ultimo modello, possibilmente, ma uno medio. Prova a:

  • Leggere il testo senza zoomare
  • Cliccare i pulsanti senza sbagliare bersaglio
  • Compilare un modulo di contatto
  • Navigare nel menu
  • Trovare il numero di telefono e chiamare con un tap
  • Vedere le immagini correttamente

Se hai anche un solo momento di frustrazione, i tuoi clienti ne avranno dieci. La frustrazione è il nemico numero uno dell'esperienza mobile, e Google lo sa.

2. Google Search Console

Nella sezione "Esperienza" > "Usabilità su dispositivi mobili", Search Console ti mostra eventuali problemi rilevati da Google sulla versione mobile del tuo sito. Contenuti più larghi dello schermo, elementi cliccabili troppo vicini, testo troppo piccolo: tutto viene segnalato qui. Questo report dovrebbe mostrare zero errori. Se ne ha, sono la tua priorità assoluta.

3. PageSpeed Insights (da Mobile)

Vai su pagespeed.web.dev, inserisci il tuo URL, e guarda i risultati nella tab "Dispositivi mobili". Il punteggio e i Core Web Vitals su mobile sono quelli che contano di più. Un sito che prende 95 da desktop e 35 da mobile ha un problema serio, e è il 35 che conta per Google.

4. Lighthouse nel Browser

Apri Chrome DevTools (F12), vai nella tab Lighthouse, seleziona "Mobile" e lancia l'audit. Ti dà un report dettagliato con punteggi per Performance, Accessibility, Best Practices e SEO, tutti calcolati simulando un dispositivo mobile con connessione media.

Design Responsive: I Fondamentali

Il design responsive è l'approccio per cui il tuo sito si adatta automaticamente alle dimensioni dello schermo su cui viene visualizzato. Uno stesso sito, un solo codice, che funziona su desktop, tablet e smartphone.

Nel 2025 questo dovrebbe essere lo standard, e la quasi totalità dei temi WordPress e dei framework moderni è responsive di default. Ma "responsive" non significa automaticamente "ottimizzato per mobile". Ho visto fin troppi siti tecnicamente responsive che su mobile offrono un'esperienza pessima.

Gli errori più comuni:

  • Menu non funzionante – Il classico menu hamburger che non si apre, o che si apre ma i link non sono cliccabili. Lo testo sempre per primo.
  • Testo troppo piccolo – La dimensione minima del testo su mobile dovrebbe essere 16px. Sotto, la gente zooma o se ne va.
  • Pulsanti troppo piccoli o troppo vicini – Google raccomanda una dimensione minima di 48x48 pixel per gli elementi tappabili, con almeno 8 pixel di spazio tra uno e l'altro.
  • Contenuto che esce dallo schermo – Tabelle, immagini o elementi che non si adattano e creano lo scroll orizzontale. Fastidiosissimo.
  • Pop-up invadenti – Google penalizza esplicitamente gli interstitial che coprono il contenuto su mobile. Quei pop-up a tutto schermo che chiedono l'iscrizione alla newsletter appena atterri? Pessima idea.
  • Form impossibili – Campi di input minuscoli, dropdown che non funzionano, tastiera che copre il form. Ogni modulo deve essere testato su mobile.

La Velocità su Mobile: Il Fattore Critico

Se la velocità è importante su desktop, su mobile è critica. I motivi sono ovvi: connessioni più lente (non tutti hanno il 5G), processori meno potenti, e utenti con meno pazienza.

I dati parlano chiaro: il 53% degli utenti mobile abbandona un sito che impiega più di 3 secondi a caricarsi. Tre secondi. In quel lasso di tempo devi mostrare il contenuto principale della pagina o hai perso quel visitatore, probabilmente per sempre.

Interventi specifici per la velocità mobile:

  • Ottimizza le immagini per mobile – Servi immagini più piccole su schermi più piccoli. L'attributo srcset è il tuo migliore amico.
  • Riduci il JavaScript – Il JavaScript è particolarmente costoso su mobile perché deve essere scaricato, analizzato ed eseguito. Elimina tutto quello che non è strettamente necessario.
  • Usa il lazy loading – Non caricare tutte le immagini e i video subito. Solo quelli visibili nello schermo iniziale.
  • Implementa il caching – Memorizza le risorse statiche nella cache del browser così al secondo accesso il sito carica istantaneamente.
  • Considera un hosting con CDN – La vicinanza geografica del server conta, soprattutto su mobile. Un CDN distribuisce il contenuto su server più vicini all'utente.

Un trucco che uso spesso: testa il tuo sito con la throttling di Chrome DevTools impostata su "Slow 3G". Se il sito è usabile in quelle condizioni, funzionerà bene per chiunque.

Touch Target e UX Mobile: I Dettagli Che Contano

L'esperienza utente su mobile è fatta di dettagli. Un dito non è un cursore del mouse: è grosso, impreciso, e copre parte dello schermo quando tocca. Progettare per il tocco significa pensare diversamente.

Alcune regole d'oro:

  • Il numero di telefono deve essere cliccabile – Usa il link tel: così l'utente chiama con un tap. Sembra ovvio, eppure quanti siti mostrano il numero come testo non cliccabile?
  • CTA (Call to Action) ben visibili – Il pulsante "Contattaci" o "Prenota" deve essere grande, colorato e raggiungibile facilmente con il pollice. La zona più accessibile dello schermo con una mano è il centro-basso.
  • Navigazione semplificata – Su mobile, meno è meglio. Non serve mostrare 15 voci di menu. Le più importanti in evidenza, le altre in un sotto-menu.
  • Evita gli hover effect – Sul mobile non esiste l'hover (passare il mouse sopra qualcosa). Se hai contenuti che appaiono solo al passaggio del mouse, su mobile sono invisibili.

AMP: Vale Ancora la Pena?

AMP (Accelerated Mobile Pages) è stato il progetto di Google per creare pagine mobile ultra-veloci. Per un periodo è stato quasi obbligatorio per apparire nel carosello delle Top Stories su Google News.

La mia opinione onesta nel 2025: per la maggior parte dei siti, AMP non vale più la pena. Ecco perché:

  • Google non richiede più AMP per le Top Stories dal 2021
  • AMP limita fortemente il design e le funzionalità del sito
  • Mantenere una versione AMP e una standard è doppio lavoro
  • Con i Core Web Vitals, Google premia qualsiasi pagina veloce, non solo le AMP

Il mio consiglio: investi quel tempo e quelle risorse per rendere il tuo sito standard veloce e mobile-friendly. Otterrai gli stessi benefici senza le limitazioni di AMP. L'unica eccezione possibile sono i grandi editori di news con milioni di pagine, dove AMP può ancora avere vantaggi infrastrutturali. Per tutti gli altri: lasciate perdere.

Gli Strumenti per Testare (e Continuare a Testare)

L'ottimizzazione mobile non è un'attività una tantum. I siti cambiano, si aggiornano, si aggiungono contenuti. Ogni modifica può introdurre un problema mobile. Ecco gli strumenti che uso regolarmente:

  • Google Search Console – Monitoraggio continuo dell'usabilità mobile. Controlla almeno una volta a settimana.
  • Chrome DevTools – La modalità device toolbar (Ctrl+Shift+M) ti permette di simulare qualsiasi dispositivo mobile direttamente nel browser.
  • BrowserStack o LambdaTest – Per testare su dispositivi reali, diversi modelli e sistemi operativi. Fondamentale per verificare problemi specifici di certi device.
  • PageSpeed Insights – Per monitorare la velocità su mobile nel tempo.
  • Web Vitals Extension – Estensione Chrome che mostra i Core Web Vitals in tempo reale mentre navighi.

Un consiglio pratico: dopo ogni aggiornamento significativo del sito (nuovo tema, aggiunta di plugin, modifica strutturale), fai un giro completo di test mobile. I cinque minuti investiti in quel momento possono evitarti settimane di perdita di traffico dovute a un problema che non avresti notato dal desktop.

Checklist Finale: Il Tuo Sito È Mobile-Ready?

Ti lascio con una checklist pratica. Rispondi onestamente:

  1. Il sito si carica in meno di 3 secondi su mobile?
  2. Il testo è leggibile senza zoomare?
  3. I pulsanti e i link sono facilmente cliccabili con il dito?
  4. Il menu funziona correttamente su tutti i dispositivi?
  5. Non ci sono contenuti che escono dallo schermo?
  6. I moduli sono compilabili facilmente da mobile?
  7. Il numero di telefono è cliccabile?
  8. Non ci sono pop-up che bloccano il contenuto?
  9. Le immagini sono ottimizzate e non rallentano il caricamento?
  10. Google Search Console non segnala problemi di usabilità mobile?

Se hai risposto "no" anche a una sola di queste domande, hai del lavoro da fare. Ma la buona notizia è che quasi tutti questi problemi sono risolvibili, spesso senza dover rifare il sito da zero. A volte basta un tema migliore, un po' di ottimizzazione, e un'attenzione costante all'esperienza mobile. In un mondo dove il 60-70% del traffico web arriva da smartphone, non è più un optional: è sopravvivenza digitale.

Domande Frequenti

Se il mio sito è responsive, sono automaticamente a posto con il mobile first indexing?

Non necessariamente. Responsive significa che il layout si adatta allo schermo, ma non garantisce che il contenuto sia lo stesso tra desktop e mobile. Verifica che tutti i testi, le immagini con i relativi alt text, i link interni e i dati strutturati siano presenti anche nella versione mobile. Alcuni temi nascondono contenuti su mobile per "semplificare" il layout, e questo può penalizzarti. Controlla anche che la versione mobile non sia significativamente più lenta di quella desktop.

Devo creare un'app mobile per avere vantaggi SEO?

No. Un sito web mobile ben ottimizzato è sufficiente per la SEO. Le app native non vengono indicizzate da Google allo stesso modo dei siti web (anche se esiste l'app indexing per Android, i suoi benefici SEO sono limitati). Un sito responsive veloce e ben fatto ti dà tutti i vantaggi di cui hai bisogno. L'app ha senso solo se offre funzionalità che il sito non può offrire, come notifiche push o accesso offline, e se hai il budget per svilupparla e mantenerla.

Come faccio a sapere quanto traffico del mio sito arriva da mobile?

In Google Analytics 4, vai su Report > Tecnologia > Panoramica, oppure crea un segmento per dispositivo. Vedrai la ripartizione tra desktop, mobile e tablet. Per la maggior parte dei siti italiani, il traffico mobile si aggira tra il 55% e il 75% del totale. Se i tuoi numeri sono significativamente diversi, potrebbe significare che il tuo sito mobile non funziona bene e gli utenti se ne vanno subito, oppure che il tuo pubblico specifico usa prevalentemente il desktop (comune in ambito B2B).

No, Google fa un'eccezione esplicita per i banner di consenso cookie e altri obblighi legali (come la verifica dell'età). Questi non vengono penalizzati, a patto che siano ragionevoli nelle dimensioni. Quello che Google penalizza sono gli interstitial promozionali che coprono il contenuto principale: pop-up di iscrizione alla newsletter, promozioni a tutto schermo, overlay che costringono l'utente a chiuderli prima di vedere il contenuto. Il banner cookie è un obbligo di legge, non una scelta di marketing.

Quanto impatta la velocità mobile sul posizionamento effettivo?

Google ha confermato che i Core Web Vitals sono un fattore di ranking, ma lo definisce un "tiebreaker" piuttosto che un fattore dominante. In pratica: se due pagine hanno contenuti di qualità simile e profili di backlink comparabili, quella più veloce tenderà a posizionarsi meglio. Non aspettarti di saltare dalla pagina 5 alla pagina 1 solo ottimizzando la velocità. Ma la velocità impatta enormemente sull'esperienza utente, sul tasso di rimbalzo e sulle conversioni, che a loro volta influenzano indirettamente il posizionamento nel medio-lungo termine.

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